Tiziano De Simone

Decrescita: La strada giusta è tutta in discesa!

Trasferimenti di popolazione e instabilità sociale indotta come mezzo di dominazione sociale

di Titus alle 11 gennaio 2016

p-stranieri-su-popolazioneBasta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo.

Pier Paolo Pasolini

Voi credete che chi affama e distrugge le nazioni per dominarle sia contrario o favorevole ai flussi migratori? Durante l’inizio della crisi libica parlai di accoglienza, e la mia posizione non è cambiata relativamente a chi fugge dalle bombe, soprattutto se le bombe sono ITALIANE come nel 2011 in Libia. Ma ora la dimensione del fenomeno è diversa non solo nell’apparenza ma anche dal punto di vista pratico, poiché non si è verificato altro che il normale sviluppo che si voleva avvenisse e che si sarebbe dovuto interrompere ad ogni costo. Quello che vediamo non è un normale flusso migratorio, né una fuga dalla guerra, è un nuovo tipo di strumento militare, un attacco destabilizzante e distruttivo nei confronti dei popoli e delle culture europee (ringrazio Lameduk per il magnifico post) ,portato avanti dalle elite euro atlantiche, contro di noi, contro i migranti, e le rispettive culture. Sì, sono vittime anche loro, solo che loro sono vittime “volontarie”, come i nostri che predicano in buona fede “l’integrazione e il multiculturalismo”, a parer mio, un ossimoro bello e buono.

Mi spiego, non sono contro l’integrazione o il multiculturalismo, sono contro la “disintegrazione e l’annichilimento culturale reciproco”. Se si forza l’emigrazione è questo che si ottiene, inevitabilmente. La differenza sta nei tempi tutto qui. Chi spinge l’acceleratore lo sa benissimo e per questo lo spinge, non vuole l’armonia, ma la segregazione e conseguentemente l’odio e il contrasto su cui poi dominare.

Una cultura vive di luoghi, identità, tradizioni, consuetudini, riconoscibilità permanenza. Una cultura strappata dalla sua terra a forza muore nella sua essenza. Essa non muta, degenera, inevitabilmente. Un pastore smette di essere un pastore appena lo trapianti in città, non può essere altrimenti. Mischiando a viva forza culture così distanti uccidiamo le culture di quelli che deportiamo qui e loro uccideranno la nostra. E le nostre culture sono il solo baluardo al dominio delle elite transnazionali.

L’omogeneità è morte, se Palermo è come Milano o è morta Palermo o è morta Milano o entrambe. Se Palermo e Milano coesistono, ma diverse, noi siamo più ricchi. Stesso identico discorso vale per Roma e Berlino. Contraddittorio? Affatto! La cultura palermitana e milanese condividono la lingua, l’Italiano, la religione, cristiana, il gruppo etnico e qualche millennio di storia, da amici o da nemici.

Ma cosa condividono con un pastore di colore mussulmano francofono del Burkina Faso?

La risposta è semplice, se non vi sovviene ve la dico io, siamo tutti esseri umani! Tutti diversi e bellissimi.

A me, e probabilmente anche a voi e a lui, questo basta e avanza per vivere in pace ed armonia, ma la storia insegna che non basta a tutti. Non mi piace, non è colpa mia, ma è un FATTO che non possiamo negare. La dove su scala rilevante culture diverse si sono forzatamente mischiate prima una ha distrutto l’altra poi sono seguiti segregazione, razzismo, sfruttamento, e non nel passato, anche ORA.

Possiamo negare questa lampante verità o difenderci dal pericolo. Liberissimi di sperare che andrà diversamente perché “noi siamo buoni” purtroppo non ci sono solo i buoni. Ci sono individui e gruppi di potere pronti ad insinuarsi negli enormi varchi delle differenze, e creare odio.

Ma perché lo fanno, perché vogliono distruggere le culture d’Europa? La risposta è semplice, perché vogliono fare l’Europeo, ma non come lo avremmo immaginato noi 50 anni fa, bensì come lo hanno immaginato loro 50 anni fa, ossia un popolo che non può che riconoscersi in un’entità sovrastatale in quanto disomogeneo a livello nazionale ed in perenne lotta interna esacerbata da differenze, etniche, linguistiche e religiose.

Vogliono un territorio (chiamarlo stato non ha senso) con una massa di individui in lotta e gruppi sociali violentemente discriminati e non integrabili che pietirà sicurezza al padrone. Questo è quel che vogliono. Per esempi concreti guardate alla “pacifica e paritaria” convivenza negli USA e tenete presente che è il risultato di un lavoro lungo due secoli e mezzo, iniziato con lo sterminio dei nativi, non di 30 o 70 anni, eppure…

mortiUSA

Quindi? Quindi è il momento che i popoli si difendano dall’invasione/deportazione, e combattano le elite globaliste. Il nemico non è l’extracomunitario, il nemico comune suo e nostro sono le elite. Per questo l’elite farà di tutto per tenerci contrapposti.

Se le sconfiggessimo “l’extracomunitario” potrebbe starsene in pace, vivere a casa sua la sua vita e la sua cultura, venire qui da turista a divertirsi (impensabile? non è che sei un po’ razzista?) e, se gli va, decidere di restare, perché no? Lo stesso vale per noi. Ma le elite li affamano, li depredano e li indottrinano allo scopo di farli venire qui carichi di risentimento in quantità tali da non essere integrabili e nemmeno, auspicano, sopportabili, in modo da ottenere una nostra richiesta di sicurezza, che permetta di schiacciare i nuovi venuti ma tenerli lì sempre pronti a “sbranarci”. Con una mano guidano loro e con l’altra noi, gli uni contro gli altri, odio indotto, ma odio vero. Colonia è un mirabile esempio, ma la violenza e la reazione sono verissime! Non è che gli stupri di Colonia sono una PsyOps?

Ai nuovi venuti verrà permesso di parlare e insegnare la loro lingua, fateci caso sono in tanti a parlare Francese, è una delle lingue ufficiali dell’ europa, l’italiano NO. Come negare un simile ovvio diritto? O magari l’inglese, comunque si farà in modo di preferire sempre una lingua “altra” rispetto a quella del paese che li ospita, fra 20 anni con il loro tasso di natalità ed il nostro tasso di mortalità gli Italiani scopriranno di essere ospiti in Italia. E più vorranno dirsi italiani più i nuovi venuti si diranno europei…

Cosa c’è di male? Oh niente…solo che questo si farà sulle sofferenze nostre, dei nostri genitori e figli, dei “migranti” e dei loro figli, e solo a vantaggio delle elite. Cosa c’è di buono?

In queste righe c’è la vita disperata di tre generazioni, piegate umiliate e distrutte senza nemmeno la possibilità di disertare una guerra, senza scelta, senza coraggio, senza valore né dignità e non per creare un mondo migliore, ma la peggiore dittatura della storia dell’umanità, né più né meno.

Concludo con un’osservazione: non puoi essere un guerriero masai a Potenza, o un ragioniere Rossi nel Fezzan, non ci può essere il primitivo di Manduria nello Yucatan, né durian freschi a Bassano del Grappa, non possono esistere, al più possono passarci. Ma potete prendere una cosa, la stessa da tutte le parti, chiamarla come vi pare e dire che vivete in una società multietnica e multiculturale se vi fa piacere. Se lo credete bevete cocacola nel bicchiere del Cognac, e andate a gustarvi la Polenta e osei al McDonald, io mangerò la vera pizza napoletana a Mogadiscio con mozzarella di gnu, potremmo farlo ovunque nel mondo, questa è una società multiculturale globale e cambia poco se sto a Napoli o a Samarcanda.

Tutte le differenze contemporaneamente in tutti i punti fanno omogeneità e l’omogeneità è morte.

Non mi credete? Prendete tutti i colori, applicateli tutti su un singolo punto, fate lo stesso per tutti i punti di una tela, non avrete un quadro di tutti i colori, ma una tela bianca omogenea, la morte. Questo è inevitabile, come la morte entropica dell’ universo, sia chiaro, ma è inevitabile in un arco temporale ben diverso da quello che vogliono imporci le elite, e la velocità maggiore sarà pagata con sangue e sofferenza,nostri.

Tiziano De Simone.

Prima Guerra Globale: c’è una bomba nucleare anche per te.

di Titus alle 16 dicembre 2015

Obbiettivi Nucleari In ItaliaPutin afferma di sperare non vi sia bisogno di usare la bomba atomica contro ISIS[1], ed è ovvio che questo bisogno non c’è, anzi non ha proprio senso ipotizzarlo. Ma allora cosa dice Putin? Putin sostiene (sia vero o meno) di essere pronto a usare l’opzione nucleare, ma se non contro ISIS contro chi?

Uscendo fuori dalla gabbia di balle mediatiche in Siria sta avvenendo uno scontro fra USA, i suoi burattini/alleati NATO e monarchi del petrolio da un lato e dall’altro Russia, Siria e rispettivi amici, Cina in particolare, seppur solo di sfondo al momento. ISIS è uno strumento nelle mani di USA, Turchia e PetroTirannie. Tutto il resto è fuffa. Se non vi fosse chiaro potete leggere, ad esempio, questo raccontino su ISIS il nemico perfetto[2] dove provo a spiegarlo in modo semplice, comunque gli USA lo ammettono spudoratamente[3].

Fra simili forze in campo, in caso di conflitto aperto l’escalation nucleare è inevitabile. Quale sorte toccherebbe al nostro paese? Per rispondere userò una cartina degli obbiettivi nucleari in Italia che posto sotto, ma inizio riportando l’articolo 11 della costituzione (gentilmente offertaci dagli USA), sottolineando la parte che più ci interessa:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

C’è da chiarire subito che quella che si attua partecipando alla NATO (e non solo alla NATO), non è una “limitazione di sovranità necessaria”, ma una totale cessione, in particolare il “nostro” governo abdica a difendere la  sopravvivenza stessa del popolo italiano, in caso di conflitto nucleare, a  vantaggio di una potenza occupante.

In caso di guerra fra NATO e altri schieramenti che includono la Russia o la Cina, a meno di una vittoria dovuta a cedimenti interni di una delle due parti o dovuta a nuove mirabolanti tecnologie è semplicemente impensabile che vi sia una resa prima che uno o entrambi gli schieramenti ricorrano all’uso di armi di distruzione di massa, al limite si può sperare che aspettino ad usarle finché i rapporti di forze non diventano troppo asimmetrici, ma la realtà è che in caso di conflitto i contendenti saranno tentatissimi di usere tutto e subito spinti dal terrore che “l’altro” lo faccia per primo.

Partendo da questo presupposto non vi è la minima possibilità  che l’utilizzo sia “tattico” e limitato a poche testate visto che, nella migliore delle ipotesi, il colpito reagirebbe almeno alla pari, e nessuno è così stupido da giocare una partita a ping pong nucleare, si cercherà di vincere con un solo scambio, come impone la dottrina del “Primo Colpo Nucleare”[4].

Colpire primi con tutto quello che si ha, sperando di sopravvivere al contrattacco, o meglio ancora di non riceverlo! Ad esempio nell’URSS durante la guerra fredda si ipotizzava che attaccando massicciamente i paesi europei per primi, ma non attaccando gli USA direttamente[5], forse gli USA non avrebbero reagito. Pensateci, gli USA dopo la distruzione dell’Europa avrebbero dovuto contrattaccare e quindi venire distrutti, per cosa? Farsi radere al suolo, radere al suolo il nemico e morire tutti “invitti”? Proprio per togliere questa speranza all’ URSS il fronte europeo veniva tenuto quasi indifeso, rispetto alle forze contrapposte del patto di Varsavia, questo per far capire chiaramente che non si intendeva in caso di attacco URSS portare avanti la guerra in modo convenzionale, come a dire “se tu mi attacchi non provo nemmeno a difendermi convenzionalmente perchè non posso, e tu lo sai,  quindi vado giù di bombe.” Per informazioni tecniche su quanto affermo consiglio la lettura di questa interessantissima discussione, Mi chiedo quale garanzia offrissero gli USA a supporto di una simile condotta.

Dopo queste brevi premesse proverò a descrivere quale sorte toccherebbe all’Italia in un simile conflitto, per farlo mi appoggerò ad una simulazione del 1983, lo scopo non vuole essere ipotizzare scenari attuali o realistici, ma mettere il lettore di fronte alla dura realtà che comporta ospitare le testate nucleari di una potenza occupante in casa nostra.

Nella  mappa sono riportati gli  obbiettivi iniziali di una guerra nucleare limitata alla sola Europa come ipotizzati nella simulazione che include solo obbiettivi militari. Se abitate in una grossa città o vicino ad un centro industriale, non vi sentite trascurati, probabilmente c’è una bomba anche per voi, ma la simulazione non la considera, lo scopo dello studio era valutare “nella più piccola guerra possibile” cosa sarebbe stato della popolazione, risultato? Guardate la mappa e traete le vostre conclusioni.

Riporto solo i bersagli italiani ipotizzati nel 1983, per lo studio completo leggete questo articolo che riporta i paremetri e risultati della simulazione dell’ Unione Scienziati per il Disarmo su un conflitto nucleare limitato all’ Europa.

L’asterisco indica un cluster di tre “colpi” (un’esplosione rossa sulla mappa), per essere sicuri del risultato. Alcune delle basi indicate sono ora chiuse (Comiso ad esempio), altre, nuove, non sono riportate. Il valore medio ipotizzato nello studio è di 150kt per testata ma devo dire che attualmente i missili sono più precisi e affidabili, quindi probabilmente ne verrebbero usati di meno e con testate meno potenti.

Obbiettivi di attacchi nucleari in Italia:

Basi missilistiche: Comiso*.

Centri di comando: Affi*, Aviano 1*, Decimomannu, Gaeta*, Grezzana, Martinafranca, Montecavo, Montevenda, Napoli*, Palombara, S. Vito dei Normanni.

Depositi nucleari: Aviano 2, Ghedi*, Longare*.

Aeroporti: Cameri, Gioia del Colle, Grazzanise, Grosseto, Istrana, Piacenza (S. Dam)*, Rimini*, Sigonella*, Trapani, Villafranca*.

Basi navali: Augusta, La Maddalena, La Spezia, Taranto, Tavolara.

Centri di comunicazione: Andora, Bagnoli, Coltano, Concordia Sag., Crotone, Giugliano in Campania, Jacotenente, Marsala, Monte Sinauz, Mortara, Otranto, Pescara, Poggio Ballone, Poggio Renatico, Potenza Picena, Siracusa, Verona, Vicenza*.

Insomma, come vedete l’Italia sarebbe destinata all’annientamento, anche nel caso che non volesse prendere parte alle ostilità, la semplice presenza di armi nucleari USA sul nostro territorio ci rende un obbiettivo obbligato per i nemici degli USA!

Al momento in Europa si stimano nell’ambito della “condivisione nucleare” circa 480 testate USA, 300 per “uso proprio” statunitense con vettori F15 ed F16, e 180 a disposzione degli alleati, fra i quali Germania e Italia. In Italia sono stoccate circa 90 bombe nucleari b61-3/4/10 in fase di aggiornamento al modello 12 con potenze da 0.3kt a 170kt (per intenderci la bomba di Hiroshima era da circa 15kt) così ripartite: 40 bombe su una capacità complessiva di 44 a Ghedi Torre, 50 ad Aviano su una capacità complessiva di 72 e altri due possibili siti sono Comiso e Rimini.(dati ipotetici al 2005)[9]

Faccio notare che, almeno ufficialmente, in Italia non vi è la possibilità di effettuare un attacco nucleare verso la Russia o, manco a dirlo verso, la Cina, quindi se fossimo attaccati da missili strategici noi non potremmo reagire in rappresaglia, ma dovrebbero farlo gli USA la Francia o gli Uk per noi…per poi essere annientati per amore dell’ Italia. Come deterrente non sono una gran ché contro chi ha la triade nucleare[10] e sta a più di 2000km da noi.

Con le “nostre” bombe potremmo attaccare, ad esempio, la repubblica Ceca, quella Slovacca o l’Ungheria nostri obbiettivi designati durante la guerra fredda, ma ora mi sembra evidente che l’utilità pratica per il popolo italiano di avere queste armi sul nostro suolo è zero.

Ma  analizziamo l’effetto politico di quelle bombe: sono bombe USA, quindi se mai saranno usate saranno usate contro i nemici degli USA, questo comporta che se una nazione nucleare teme gli USA automaticamente ci inquadra nel suo mirino, noi non saremmo in grado di difenderci, e quindi dovremmo correre a farci proteggere…dagli USA! Inoltre chiunque volesse attaccare gli USA, mettiamo la Russia nello specifico, dovrebbe spalmare un po’ di missili in giro su tutti gli amici nucleari degli USA proprio nel tentativo di distruggere quelle bombe. In breve quelle bombe sono uno strumento di occupazione e soggiogazione politica.

Qualunque governo sovrano lo capirebbe all’istante, per questo e altri interessi, non nostri, in Italia non ci è permesso darci un governo nostro, al più possiamo scegliere il colore del burattino, ultimamente nemmeno quello.

Tiziano De Simone

Link e Riferimenti del post:

[1]http://www.wallstreetitalia.com/bomba-atomica-putin-spera-non-ce-ne-sia-bisogno-contro-lisis/

[2]ISIS il nemico perfetto

[3]http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/30/isis-chi-lo-finanzia-americani-e-alleati-naturalmente/1733028/

[4]“Primo Colpo Nucleare”

[5][6] nell’URSS durante la guerra fredda si ipotizzava che attaccando massicciamente i paesi europei per primi, ma non attaccando gli USA direttamente

[5][6] Per informazioni tecniche su quanto affermo consiglio la lettura di questa interessantissima discussione

[7]paremetri e risultati della simulazione dell’ Unione Scienziati per il Disarmo su un conflitto nucleare limitato all’ Europa.

[8]“condivisione nucleare”

[9]http://www.nrdc.org/nuclear/euro/euro.pdf

[10] triade nucleare

PRIMA GUERRA GLOBALE: Il nemico marcia alla nostra testa.

di Titus alle 25 novembre 2015

ISIS Burattino

Al momento di marciare molti non sanno
 che alla loro testa marcia il nemico.
 La voce che li comanda
 e' la voce del loro nemico.
 E chi parla del nemico
 è lui stesso il nemico.
B. Brecht

La Prima Guerra Globale è si una guerra fra stati, ma solo in piccola parte. La vera guerra è quella che l’Elite globalista sta portando avanti contro di NOI, i popoli della terra. Gli stati non sono tutti uguali, alcuni sono già annullati e asserviti alla Elite globalista (USA UE NATO…) altri esistono ancora e vi si oppongono, alle volte anche solo per conservare un potere elitario non migliore di quello che contrastano.

Credo sia giusto inquadrare gli eventi attuali quali flussi migratori, terrorismo, “guerre”, in una prospettiva diversa da quella mainstream, proverò a farlo con voi.

I “migranti” sono armi, del tutto involontarie e inconsapevoli nelle mani dell’Élite, Elite che muove guerra contro di noi e contro di loro. Ci odieremo perchè ci renderanno nemici gli uni per gli altri.

Per quanto concerne questo “terrorismo globale”, esso è in realtà “terrorismo globalista”, ci dicono che gli staremmo facendo la guerra, facendo al guerra a “ISIS” come se ancora non sapessimo chi è “ISIS”. In realtà questa “guerra” altro non è che un pezzetto del grande puzzle della Prima Guerra Globale contro di noi. Già ora ne vediamo gli scopi e gli effetti, le stragi, che siano o meno eterodirette, vanno a tutto favore della volontà dell’ Elite, infatti: mentre parlamenti applaudono a esecuzioni senza processo in paesi in cui non vi è la pena di morte già c’è chi sostiene sia il caso di cedere ALTRE libertà e sovranità in cambio di maggiore sicurezza.

ucciso applausi

Ciò premesso credo si possa affermare che lo scopo di tutto questo è distruggere i POPOLI, e quello italiano è fra i principali obbiettivi. Perchè? Perchè i Popoli nelle loro manifestazioni Nazionali, ci piaccia o meno, sono l’unica entità in grado di opporsi all’Élite essendo l’unica entità che se abbastanza coesa è sufficientemente estesa  da costituire una minaccia per chi manovra i fili nell’ombra.

A tal fine si moltiplicano le spinte volte a distruggere la coesione degli stati nazionali, l’immigrazione selvaggia, di cui sopra, con i suoi effetti destabilizzanti è una di queste. “Più europa” vuol dire meno stati nazionali, ma l’europa NON è una democrazia e inoltre la si costruisce apparentemente su misura di Francia e Germania per averne l’appoggio, ad esempio francese e tedesco sono lingue UFFICIALI  UE mentre, ad esempio, Italiano, Spagnolo e Greco no. Si agisce così perché Germania e Francia, pur essendo asservite all’Elite non sono piegabili palesemente a un volere superiore, questo per ragioni storiche, geopolitiche e culturali, quindi  vengono “indirizzate e sfruttate” usando il miraggio di una loro futura “grandeur” che non ci sarà mai, saranno solo l’assassino da uccidere a delitto commesso. In realtà l’europa è e sarà solo a misura dell’Elite.

Già ora il vero potere è in mano all’Elite non a rappresentanti eletti, e lo sarà sempre di più (vedi TTIP). Proprio grazie a questa “guerra” si stanno creando i presupposti per un CONTROLLO INDIVIDUALE E DI MASSA. Individuale, questa è la parola che fa la differenza, ricordatevelo. La rappresentanza politica, certo, ci sarà ancora ma ancora sarà solo un parafulmine, e sarà così lontana dal cittadino che si rinuncerà anche solo a provare ad interpellarla.

Tutto questo non lo si potrà fare senza una Guerra (con la g maiuscola) che giustifichi il cambio di paradigma. Se si arriverà ad un conflitto di massa, so per certo che i popoli della terra saranno sconfitti, tutti. Quindi, da oggi, se tutto questo non ti piace sei in guerra, siamo in guerra,

SIAMO IN GUERRA CONTRO LA GUERRA.

Ora le domande da porsi sono semplicissime: Cosa dovremmo fare? Perché?

Le risposte sono altrettanto se non più semplici. Ma il punto è: Avremo una classe politica in grado di compiere passi di rilevanza storica e di subirne le conseguenze?

Scetammec’ a stu suonn’ (svegliamoci da questo sogno) il nemico marcia alla nostra testa.

Marino buono o Marino cattivo?

di Titus alle 9 ottobre 2015

bilancia rottaMarino buono o Marino cattivo? Domanda mal posta.

Ritengo che se si vuole capire si debba uscire dalla dicotomia Buono/Cattivo perchè non può evidentemente rientrare in nessuna delle due definizioni (particolarmente la prima).

Inizio col dire che Marino non è affatto “buono” almeno per i miei standard, uno che dice “Ora faccio i nomi” è uno che i nomi li doveva fare prima, ma fare i nomi ha un costo che a volte va oltre la politica. Marino è diventato sindaco di Roma e lo è diventato col PD…quindi non credo (a parer mio) possano sussistere dubbi sul se abbia accettato o meno compromessi, li ha accettati, quindi, come sostengo, non è “buono”.

Analizziamo la seconda faccia  della dicotomia dalla quale vi chiedo di uscire “Marino è cattivo”?

Il fatto che tutti nel sistema, che io reputo il male assoluto, lo attacchino con cadenza giornaliera o peggio, per motivi validi, ridicoli, falsi, veri o irrilevanti a parer mio dimostra che Marino non è accettabile per il sistema. Ora tutto sta a quanto Marino sia disposto a dare per il bene comune, se è abbastanza cercherà di fare più male possibile al sistema, pagandone il prezzo  (nel qual caso lo troveranno morto per autoasfissia erotica causata da droga e mazzette infilate in gola ed un crocifisso “gender neutral” infilato nel retto ovviamente in casa  di un trans minorenne non consensiente…diciamo che setterà un nuovo standard per il concetto di “figura di merda” superando l’inossidabile Lapo cit. Casilino)

Insomma credo che i fatti dimostrino che Marino non è abbastanza cattivo quindi non è ne buono ne cattivo, diciamo che non è buono ma non è abbastanza cattivo, un essere umano come tutti insomma, non è Falcone, ma nemmeno Poggiolini (possa campare 100 anni). Allora cosa è ora Marino? Marino ora è sostanzialmente fastidioso e, si spera, pericoloso per il sistema di cui fa (faceva?) parte. Purtroppo non mi sembra che combatterlo sia la sua intenzione, prima del “faccio i nomi” ci mette un bel SE, almeno così dicono i giornali…, e questo è la dice lunga sulle sue intenzioni. Ed è una buona carta nelle sue mani  visto che l’opzione descritta sopra in modo scherzoso, data l’esposizione mediatica di Marino sarebbe, al momento, non praticabile, Marino lo sa, quindi quella a cui assistiamo è solo l’ennesima trattativa fra uomin* di merd*.

Tutto ciò premesso, “io sto dalla parte di Marino (tah dah…)” nel senso che anche se vuole probabilmente salvare solo se stesso, magari nel farlo come effetto collaterale potrebbe arrecare qualche danno al sistema. Insomma vediamo di farne un pentito, ci è più utile di un martire di infima qualità. Tolta questa sua dubbia ed eventuale utilità strumentale di Marino non ho alcuna stima e certo non mi interessa del suo futuro politico, ma se decidesse di combattere davvero questa feccia, di cui al momento fa parte, io come cittadino lo appoggerò al 100%.

Lotta alla Plutocrazia, eh già…

di Titus alle 2 agosto 2015

plutocraziaNon cadete nello sciocco errore. Ora vi dicono che la Francia sarà anche essa vittima della Germania, sembra così, ma è falso! Credete forse che i francesi, che ancora hanno uno sterminato impero coloniale, che hanno permesso la riunificazione della Germania, che hanno un arsenale nucleare, che detengono posizioni privilegiate in tutte le strutture globaliste,(ad esempio l’ex direttore generale  dell FMI Strauss Kahn era francese e gli è succeduta, ma tu guarda, Christine Lagarde…francese) siano del tutto idioti?

La Germania non avrebbe potuto nemmeno sognarsi di fare quel che ha fatto e fa senza il consenso della Francia. Quindi anche se sembra che la Francia ci stia rimettendo questo avviene col suo consenso. Quindi, la Francia, mettetela nel posto giusto dell’equazione, ossia dal lato della Germania, vedetele come lo sbirro buono e lo sbirro cattivo, se vi piace di più.

La Spagna sembra un obbiettivo, e certo lo è, ma non si può fare alla Spagna quel che invece si può fare all’Italia (la Spagna ha un re (SIC) non eletto e non ha perso la seconda guerra mondiale) l’unico paese abbastanza grande, ricco, popoloso e strategico che hanno davvero interesse a distruggere, e possono distruggere, è l’Italia,Grecia e Portogallo in paragone sono minuscoli.

Ed è l’Italia che noi in questi anni stiamo vedendo cadere a pezzi. I “nostri” governi ci hanno tradito, salvare il paese significa salvare voi stessi e le vostre famiglie, non fatevi intrappolare dal pensiero dominante che fa di tutto per dividerci, non corrette a dare man forte ai nostri nemici, non vi diranno bravi, ma vi schiacceranno sotto il tacco delle elite dominanti [*] ossia la violenta e amorale potenza del denaro, quella che una volta Bertrand Russell (“Storia della filosofia occidentale”) chiamava “Plutocrazia”. Leggete la definizione, vi ricorda qualcosa?

La plutocrazia (dal greco “πλουτοκρατία – plutocratìa”, composto di “πλοῦτος – plùtos”, ricchezza, e “κρατείν – krateìn”, potere) è il predominio nella vita pubblica di individui o gruppi finanziari che, grazie alla disponibilità di enormi capitali, sono in grado d’influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi.

Questa parola ora non è politicamente corretta ,la usava Mussolini (che vicino ci metteva anche un sacco di cazzate), ma a me piace e la uso perché le parole sono la difesa principale della nostra libertà e non dobbiamo farcele sottrarre.

Chi ha i “soldi” (quelli veri) ci vuole morti. Permettetemi di dissentire.

Tiziano De Simone

[*]La politica assolutamente nazionalista di Francia è Germania, non implica affatto che esse agiscano nell’interesse dei propri cittadini nel lungo termine, ma agiscono e come!